Museo Della Valle

Via Mazzini , 3
Zogno


Descrizione

Il Museo è collocato in un edificio seicentesco nel centro storico di Zogno al numero 3 di via Mazzini. L'edificio che conserva intatto il suo primitivo assetto fu acquistato dalla Manifattura di Valle Brembana S.p.A. agli inizi del 1900 che lo donerà al Museo della Valle per espressa volontà del suo Presidente Cav. Vincenzo Polli, fratello maggiore del Fondatore.
L'edificio venne riadattato con il massimo rispetto della sua struttura originaria da casa di abitazione civile a casa atta ad accogliere 12 sale espositive per un totale di 680 mq, è dotata di un giardino di circa 1000 mq arricchito da un leggiadro quadriportico, sotto il quale sono esposti antichi mezzi di trasporto e macchinari primitivi per i lavori nei campi. In un lontano passato la costruzione apparteneva ad uno dei rami della famiglia Sonzogni di Zogno in Valle Brembana conosciuta come i "Furia"-"Furietti" dal quale sarebbe disceso il Cardinale Giuseppe Alessandro Furietti.
Nell'ottocento la casa ospitò il garibaldino Pietro Volpi uno dei cinque patrioti che parteciparono alla Spedizione dei Mille. La sua giubba rossa è esposta nel Museo.

Suggerimenti


I temi etnografici esposti
I temi etnografici esposti in XII sale sono una trentina suddivisi a loro volta in una settantina di sottotemi in modo da rappresentare gli usi, i costumi e le tradizioni dell’intera Valle Brembana. Le singole sale assumono il nome del tema principale:
Sala - I  La Sezione Archeologica
Sala - II  Il Ferro
Sala - III La Cucina
Sala  IV - La Camera da Letto
Sala  V - L’Agricoltura
Sala  VI - La Casera
Sala  VII - La Fabbrica degli Zoccoli
Sala  VIII - L’Osteria
Sala  IX - Gli Arnesi Domestici e di Lavoro
Sala  X - Il Pastì e l’Arrotino
Sala  XI - Telai, Lampade, Orologi, Burattini
Sala  XII La Religiosità Popolare
Alcuni visitatori hanno interpretato positivamente l’aspetto singolare dell’esposizione che alla sommità del secondo piano termina con la religiosità popolare, come a significare che  il sentimento religioso della gente Brembana permeasse tutta l’attività umana.
In tutti questi anni il primitivo assetto espositivo non ha subito alcuna variazione in quanto nessun visitatore ha mai espresso indicazioni diverse a riprova che l’intera collezione è risultata armonica fin dagli inizi. Mentre una osservazione che è stata frequentemente avanzata dai visitatori è la mancanza del nome in dialetto del singolo tema o dell’oggetto e soprattutto di cenni circa la sua funzione. Il problema sussiste con tutte le sue difficoltà di superamento, purtuttavia lo spirito del Fondatore era ed è quello di suscitare nel visitatore una forte emozione e una viva curiosità. Nel 1996 il Museo della Valle ha pubblicato il volume “AMARE LE COSE PERDUTE” realizzato a cura di Vittorio Polli. Nel volume, di 191 pagine, l’autore, con l’ausilio di circa 250 foto a colori ha trattato tutti i temi esposti al punto che la pubblicazione può considerarsi a tutti gli effetti un vero e proprio catalogo illustrato. I principali oggetti sono stati fatti rivivere, per un attimo, nella loro originaria realtà d’uso.

Informazioni